20 minuti per GallizioLab

Ci sono delle volte che la vita ti sta stretta.

Fai tutto quello che devi fare, rispetti i tuoi impegni con gli altri, col mondo.

E tu, ne frattempo, diventi sempre più piccolo.

Ecco, quando succede a me, la via di fuga è rappresentata da un viaggio in moto.

Scelgo una meta, valuto il tempo a disposizione, cerco la soluzione migliore per massimizzare le distanze, per mettere più chilometri possibili fra me e il tran tran quotidiano, e poi, finalmente, decido di partire.

L’ultimo ostacolo rimasto è quello di comunicare a chi mi sta vicino che voglio andare lontano. Di solito la cosa solleva qualche “ma…” che viene messo subito a tacere da un semplice “tanto ho il telefono con me, saprai sempre dove sono e cosa faccio”.

Perché sì, farò la cronaca del mio viaggio, ma non per farmi controllare, ma per poter condividere con tutti una esperienza che mi arricchirà e conservarne memoria.

Il primo di questi miei viaggi è stato 6 anni fa, in Scozia.

Già due anni prima avevo deciso quella meta, assieme a Marco, un carissimo amico che mi aveva contagiato con la passione dei viaggi in moto. Una serie di ostacoli ha sempre impedito di mettere in pratica quell’idea, fino a quando non ce l’ho fatta più a resistere; gli ho detto “Marco, mi spiace, ma io parto, da solo” e lui, sorridendo, mi ha risposto “Fai bene!”.

E lì è iniziata la mia avventura.

Una trasferta in treno con carro mezzi al seguito, e poi in traghetto, mi ha permesso di arrivare a destinazione nel minor tempo possibile, in modo da sfruttare al meglio i rimanenti dieci giorni di viaggio.

Appena sbarcato, ho fatto un paio di prove per vedere se anche all’estero ero in grado di aggiornare il mio diario di viaggio fatto tramite Twitter. Appurato che tutto funzionava, ho iniziato a macinare chilometri, senza una meta ben precisa, improvvisando l’itinerario di volta in volta, prendendo spunto da una Lonely Planet ormai datata e da preziosi suggerimenti raccolti lungo la strada.

I momenti che ricordo in maniera più vivida, sono quelli passati a tavola, assaggiando le specialità del luogo, perché credo fermamente che il cibo sia una via preferenziale per capire un paese straniero.

E così, per puro caso, mi sono fermato in un paesino di pescatori, a Plockton, dove ho mangiato il miglior fish and chips della mia vita. Oppure, nei pressi del Ben Nevis, durante una giornata uggiosa in cui la pioggerella delle highland non mi ha mai dato tregua, fermandomi in una locanda senza particolari attrattive, dove è possibile mangiare il miglior haggish di tutta la Scozia.


Questo testo è stato pubblicato precedentemente sul defunto progetto GallizioLab e rappresenta la mia epifania come “scrittore”
La prima fase di GallizioLab è stata una raccolta di testi scritti rigorosamente in 20 minuti, dopo aver ricevuto una traccia da Gallizio
È stato liberatorio scrivere per il solo gusto di scrivere, senza preoccuparsi di null’altro che far scorrere le parole, sotto la falsa urgenza del tempo limitato

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *