Balla che ti passa

Questa mattina, Enzo Conte, un maestro di Salsa che stimo molto, su Facebook ha scritto: “Com’eravate voi da principianti? Ricordate ancora il primo giorno di lezione? Le eventuali difficoltà che avete incontrato?”

Io, agli esordi, con la mia amica Stefania

Questa la mia risposta.

Io all’inizio ero un disastro: rigido, scoordinato, più concentrato sul cosa fare che sul come farlo, con l’aggravante della allora mia compagna che era un talento naturale e quindi faceva tutto con facilità e fascino (facendomelo pesare).
Poi, migliorando il coordinamento mediante i tanto vituperati balli di gruppo, passando prima dall’ascolto della musica che dal movimento meccanico, ma soprattutto pensando a divertirmi invece che a stressarmi, sono migliorato.
Nel frattempo, io e la mia compagna ci siamo lasciati.
Un paio di anni dopo aver iniziato, ho reincontrato in pista la mia ex, e confesso di aver fatto una gran fatica a finire un pezzo assieme a lei; non per ragioni emotive, ma perché quella che all’inizio mi era sembrata una ballerina naturale, in realtà ballava male, in maniera approssimativa, con poca attenzione al tempo e al movimento in coppia, e in quegli anni non si era spostata di un centimentro da dove aveva iniziato.
Mentre io, piano piano, lavorando su di me, ero arrivato a ballare dignitosamente e con soddisfazione con qualsiasi ballerina, dalla principiante incontrata a bordo pista a Tania Santiago (!!!, indimenticabile serata al Salsa World Festival)
P.S.: Un enorme grazie alla mia maestra Monica Picchio, che mi ha accompagnato lungo tutto questo percorso, e che ancora se la ride per quella volta con Tania Santiago, che al primo tentativo non sono riuscito a farle fare una figura (e ci siamo fatti tutti una bella risata), mentre al secondo tentativo, riuscito con successo, da bordo pista ha annuito con soddisfazione e il sorriso del gatto che si è appena mangiato il topo 😀

Io, con la mia attuale compagna (conosciuta in pista 😉 )

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