L’elefante e il drago

Da piccolo smontavo i giocattoli per capire come funzionavano.

Quando ho ricevuto il primo trattamento shiatsu, dentro di me è risuonato qualcosa che mi ha spinto a capire cosa c’era dietro a questa pratica, e mi sono iscritto al corso di formazione della scuola fondata dal mio shiatsuka.

In quei quattro anni ho imparato che lo shiatsu si fa in due, chi lo pratica e chi lo riceve, e che se apparentemente il grosso del lavoro lo fa tori, chi pratica, una parte altrettanto importante la fa uke, chi riceve, perché non puoi appoggiarti ad un corpo senza che questo ti sostenga.

Nei quattro anni del corso ho avuto anche il sostegno dei miei compagni di scuola, con cui ho condiviso dubbi e ansie, gioie e conquiste, e quello degli insegnanti, che mi hanno indicato il percorso da loro già seguito, arricchendomi di sempre nuovi punti interrogativi.

Ma, dopo questi quattro anni, la cosa più importante che ho capito è che il giocattolo da smontare, alla fine, ero io.


Il titolo è un riferimento non esplicitato allo stile insegnato nella mia scuola, lo Shitasu Ryu Zo, caratterizzato da una componente più fisica ed energica (Zo, l’elefante) e da una più sottile e spirituale (Ryu, il drago)


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